

L'inaugurazione del 29 maggio riguarda l'avvio del primo lotto dei lavori a Canary Wharf. Sarà costruito il primo dei circa 200 piloni d'acciaio lunghi 18,5 metri che faranno da base per la nuova stazione che sorgerà nel Nord Dock tra Canary Wharf e la banchina nord. Rinominata "Canary Wharf", la prima stazione realizzata per la Crossrail comprenderà più piani, per un totale di 100.000 sf di spazio dedicato alla vendita al dettaglio e ad un tetto-giardino. I servizi offerti dalla nuova rete saranno operativi a partire dal 2017, abbattendo i tempi di percorrenza in tutta Londra. Da Canary Wharf si potrà raggiungere Liverpool Street in 7 minuti, Paddington in 17 minuti e Heathrow in 44 minuti.
Tra i maggiori investitori del progetto vi sono il Ministero dei Trasporti (5.6 miliardi di sterline pari a 6,1 miliardi di euro circa), Transport for London (7.7 miliardi di sterline pari a 8,4 miliardi di euro), l'operatore aeroportuale BAA (230 milioni di sterline pari a 253 milioni di euro), Corporation of London (200 milioni di sterline pari a 220 milioni di euro).Crossrail rappresenta il più grande progetto infrastrutturale d'Europa, che nella fase più intensa impiegherà circa 14.000 persone, fornendo un impulso decisivo all'economia londinese e britannica. Attraverso i servizi di supporto al progetto, come le apparecchiature di fabbricazione, si attendono ulteriori 7.000 posti di lavoro. La stragrande maggioranza dell'occupazione così creata andrà a vantaggio di residenti di Londra e del Regno Unito, specialmente coloro che vivono in quartieri siti lungo il percorso della Crossrail, e che sono alcuni dei più bisognosi del Paese.
La Crossrail correrà ad ovest per 118 km da Maidenhead a Heathrow, con 21,5 km di nuove gallerie a doppio foro nel centro di Londra, e a est , fino alla Whitechapel, Canary Wharf, Woolwich, Abbey Wood e Shenfield. La nuova ferrovia trasporterà 1,5 milioni di persone entro 60 minuti, pendolari dei principali distretti commerciali di Londra con oltre 200 milioni di passeggeri previsti per l'uso della ferrovia nel suo primo anno di funzionamento.




I limoni
Questa sera mi è tornata in mente questa poesia, letta diversi anni fa...
Forse è stato il calore dell'amicizia, che fa "scrosciare in cuore le trombe d'oro della solarità"...
I limoni
(Eugenio Montale)
Ascoltami, i poeti laureati
si muovono soltanto fra le piante
dai nomi poco usati: bossi ligustri o acanti.
Io, per me, amo le strade che riescono agli erbosi
5 fossi dove in pozzanghere
mezzo seccate agguantano i ragazzi
qualche sparuta anguilla:
le viuzze che seguono i ciglioni,
discendono tra i ciuffi delle canne
10 e mettono negli orti, tra gli alberi dei limoni.
Meglio se le gazzarre degli uccelli
si spengono inghiottite dall'azzurro:
più chiaro si ascolta il susurro
dei rami amici nell'aria che quasi non si muove,
15 e i sensi di quest'odore
che non sa staccarsi da terra
e piove in petto una dolcezza inquieta.
Qui delle divertite passioni
per miracolo tace la guerra,
20 qui tocca anche a noi poveri la nostra parte di ricchezza
ed è l'odore dei limoni.
Vedi, in questi silenzi in cui le cose
s'abbandonano e sembrano vicine
a tradire il loro ultimo segreto,
25 talora ci si aspetta
di scoprire uno sbaglio di Natura,
il punto morto del mondo, l'anello che non tiene,
il filo da disbrogliare che finalmente ci metta
nel mezzo di una verità.
30 Lo sguardo fruga d'intorno,
la mente indaga accorda disunisce
nel profumo che dilaga
quando il giorno più languisce.
Sono i silenzi in cui si vede
35 in ogni ombra umana che si allontana
qualche disturbata Divinità.
Ma l'illusione manca e ci riporta il tempo
nelle città rumorose dove l'azzurro si mostra
soltanto a pezzi, in alto, tra le cimase.
40 La pioggia stanca la terra, di poi; s'affolta
il tedio dell'inverno sulle case,
la luce si fa avara - amara l'anima.
Quando un giorno da un malchiuso portone
tra gli alberi di una corte
45 ci si mostrano i gialli dei limoni;
e il gelo del cuore si sfa,
e in petto ci scrosciano
le loro canzoni
le trombe d'oro della solarità.
(da Ossi di seppia, 1925)
(grazie G.)
















«È incredibile quante e-mail mi siano arrivate in poche ore», racconta Roberto D'Agostino, l'inventore del sito Dagospia, «Tutte a favore del gesto d'arte. In fondo, davanti a quell'immagine della fontana rossa, anch'io ho pensato: oddio, è risorto Andy Warhol!».
«Tenuto conto che non c'è stato danno, è stata un'alzata d'ingegno, una bravata — riflette serio il sociologo Franco Ferrarotti —. Ma se c'è una scintilla di genio in questo atto sta proprio nella scelta del colore: rosso vero, vermiglio, che ha richiamato tutti alla realtà sanguinosa di quest'epoca».
«Ugo Nespolo ha ragione — osserva il filosofo Gianni Vattimo — quando dice che il rosso di Trevi può essere una via d'uscita al grigiore delle nostre città. Il problema delle città oggi è di essere grigie, la gente è infelice. Per questo trovo che la fontana rossa non sia stata una cattiva idea. Il paradosso estremo, però, se volete, è che il rosso nella fontana è stato sparso da uno di destra, a quanto sembra. L'unica speranza di vedere ancora il rosso in giro, dunque, sta dall'altra parte».
Allo scrittore Fulvio Abbate ( Roma, guida non conformista alla città) la Fontana Rossa è piaciuta molto: «Sul momento ho pensato che fosse un'idea del sindaco. Mi sono detto: vedrai, è stato Walter, il direttore artistico di Roma, si è inventato la cosa più straordinaria di questa seconda edizione della Festa del Cinema, quella che tutti ricorderanno ».
E cosa dicono ii critici d'arte, gli opinionisti e gli architetti?
Duccio Trombadori, critico d'arte, dice: «Per finire l'opera il fantasioso tintore avrebbe dovuto aggiungere un po' di giallo. Sarebbe stata perfetta: fontana giallorossa, capolavoro del futurismo!».
«È stata una bravata indolore — afferma Giampiero Mughini, il celebre opinionista — Il futurismo andava contro le grandi istituzioni culturali mummificate e questa è stata un'azione contro la Festa del Cinema. Un gesto divertente, che farà bene anche al suo destinatario, il mio amico Walter Veltroni, che gode ormai di una devozione che a confronto Starace è niente».
E Renato Nicolini? L'architetto, padre indiscusso dell'Estate Romana, (docente alla mia Facoltà di architettura, "strampalato e tutto un personaggio", un mondo a sè, con il quale tante volte ci si intratteneva), ricorda: «Questo episodio mi ha fatto tornare indietro al '67 quando noi della Fgci organizzammo una protesta contro il vicepresidente americano Humphrey e mettemmo l'anilina proprio nella Fontana di Trevi. Una dose omeopatica, in verità, non come quella usata dal neofuturista di venerdì. Mettemmo pure una bandiera del Vietnam sulla cupola di San Pietro e gettammo vernice gialla contro Humphrey all'uscita del Teatro dell'Opera. Veltroni, però, ancora non c'era. Troppo piccolo...».GENTE SENZA COSCIENZA....
Oggi è uno di quei giorni in cui mi chiedo perchè esiste certa gente senza coscienza, che vive prendendo in giro il prossimo, facendo finta di nulla...perchè per loro è normale vivere così....
Ma ascoltano mai quella vocina, dentro di loro, che dice: "Sei una merda per quello che hai fatto!"? Evidentemente non la ascoltano, dato che continuano a vivere come se niente fosse...
E perchè dobbiamo sopportarli?... solo perchè esistono?
E vabbè, se questa gente proprio deve esistere, io oggi, comunque, proprio non ce la faccio più a non dire quanto mi nauseano, perchè per il loro modo di essere e di fare, come certi "utenti anonimi" e altri che spiano "di nascosto"..., alla fine prima o poi mi fanno uscire fuori dai gangheri e risvegliano il toro che è in me, che stufo e stanco ad un certo punto perde la pazienza e finisce per fare fumo da tutte e due le narici...
Chiedo scusa ai miei amici che mi leggono così e che sanno che non mi è usuale, se non in casi estremi... ma a quelli che invece si meritano questo sfogo, dico: ... Ma va fan culo! e a non risentirti più!!!
PS
Post a difesa degli indifesi...e soprattutto di uno dei più indifesi, che amo... ;-)

e quando ci vuole... ci vuole!
Visioni deformate

Siamo mondi che si scontrano.
Ogni sforzo empatico è vano o unilaterale.
Solitudine nella moltitudine, nonostante la moltitudine.
Sorrisi smorzati, finti.
Amaro vivere.
Incomprensioni.
Visioni deformate.
No... tanti no ripetuti.
Dolore al cuore.
Diversità da gestire.
Dove sei isola? luogo dove manca tutto ciò che qui ovunque c'è...
La vita è un sospiro che sfugge.
Relitti abbandonati.

A tutti i miei amici e conoscenti
e
a chi passa per caso da questo blog
auguro...

Basilica di S. Pietro a Roma, Dettaglio del mosaico della calotta interna della cupola
PAROLE...PAROLE... PAROLE...
Ho sempre considerato molto importante il voler comunicare, l'essere aperti verso il mondo, verso gli altri, dare spazi e darsi spazi sempre più ampi.
La comunicazione è una necessità interiore, è l'esplosione del pensiero, delle idee, è trasmissione di ciò che si è vissuto e di ciò che si è percepito, di ciò che si è studiato e di ciò che si è praticato, è sensazioni vissute dentro di sè e che si svuotano fuori di sè, è lavoro mentale e fisico.
Uno degli elementi primari della comunicazione è la parola, anche se non meno importanti sono la fotografia, la pittura, il disegno, la gestualità...
In questi giorni sto leggendo, anche se molto disordinatamente per mancanza di tempo, alcuni scritti di Jean Baudrillard, venuto a mancare purtroppo alcuni giorni fa, e con mia grande sodddisfazione interiore ritrovo dei pensieri che condivido pienamente.
In "Parole chiave" (edito da Armando Editore, 2002), Baudrillard così scrive riferendosi alle parole-chiave: "... Operatrici affascinanti, magiche, non trasmettono solamente idee e cose, ma si trasformano metabolizzandosi le une con le altre secondo una sorta di evoluzione a spirale che tutto comprende e ingloba. E' in questo modo che diventano "traghettatrici" di idee. Per me le parole hanno una notevole importanza. Che avessero una vita propria, e che fossero mortali, è evidente per chiunque, come me, non rivendichi un pensiero definitivo, a scopo fondativo. Esiste nella temporalità delle parole un gioco quasi poetico di morte e di rinascita: le continue metamorfosi fanno si che un'idea superi ripetutamente se stessa, divenendo altra cosa da sè, cioè una "forma di pensiero"...".
Non ho mai creduto nel nuovo modo di intendere l'antica locuzione latina "Verba volant scripta manet" che tradotta letteralmente significa "Le parole volano gli scritti rimangono", perchè le parole sono importanti sempre, sia quando sono dette, sia quando sono scritte: in entrambi i casi le parole danno i loro effetti, possono colpirti e abissarti, oppure possono essere energia positiva, possono essere contraddittorie così come viceversa possono essere lineari e vere...ma in ogni caso le parole creano una forma di pensiero e danno libertà alle idee.
La forza di un sorriso...
:-)
Oggi ho sperimentato ancora una volta quanto importante sia il sorriso...
Caratterialmente, sebbene la vita mi abbia sempre messo a dura prova, sono sempre stata una persona positiva e sorridente... anche quando, come in questo ultimo anno, di problemi da superare ne ho avuti e ancora ne ho in gran quantità.
Ho sempre notato quanto fa bene "incontrare un sorriso" e quanto questo sia rivitalizzante: quando sorridi alle persone che incontri è come se si creasse un'onda di positività, tutto sembra sereno, tutto sembra pace... Ci si sente meglio... e questa onda si allarga e coinvolge ... si creano riverberi di positività che predispongono a continuare a trasmettere altra positività...
A volte noto quanto le persone restino fortemente colpite da un atteggiamento positivo, gentile, civile, rispettoso, garbato...
In questa corsa in cui si vive, troppo spesso ormai non c'è tempo per sorridersi...nè tra colleghi di lavoro, nè tra amici, nè in famiglia purtroppo (cosa ancora più grave...)...
Perchè non abituarsi a sorridere? il sorriso è una mano tesa, è un ponte tra noi e gli altri, è amicizia, è amore, è rispetto...
Ricordo che quando ero ragazzina rimasi fulminata dal sorriso meraviglioso, accogliente, affettuoso, rispettoso, delicato, di una impiegata in un ufficio della città francese dove sono nata...adoro i Francesi anche per questo, per la gentilezza innata unita ad un innato senso di civiltà che hanno e che per loro sono del tutto normali... ma la cosa bella era che là sorrisi come quello ti accoglievano pure in tutti gli altri luoghi che frequentavi.
Quante volte ci capita questo? e quante volte siamo predisposti a donare un sorriso? e quante volte ci capita di riceverlo?
Credo che possiamo scegliere ogni nostro atteggiamento di vita, scegliere se ogni giorno essere positivi e rispettosi verso chi ci circonda e a maggior ragione verso chi ci ama...verso i figli, la moglie, il marito, gli amici, i conoscenti, la gente in genere che ci capita di avere intorno, ecc.
Possiamo scegliere cosa dare, anche se non possiamo scegliere cosa ricevere purtroppo...

:-)
AMOS
Questo post voglio dedicarlo al mio gatto turco d'angora rosa...
preso piccolino da un veterinaio che non sapeva a chi darlo,
soprannominato in casa, da noi, quando fa il furbetto, anche come "il ragazzo"...







La disperazione più grave
che possa impadronirsi di una società
è il dubbio che vivere rettamente sia inutile.
(Corrado Alvaro)